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piccoli respiri quotidiani come perle lungo il cammino...
May
10th
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il regime aiuta il ciclone

”..Lasciamo una Birmania in agonia, isolata dal resto del mondo, governata da una giunta sorda ad ogni offerta di aiuto, incapace di distinguere gli interessi politici dai contributi umanitari. Anche l’Onu, alla fine, ha gettato la spugna. Dopo un assurdo braccio di ferro durato cinque giorni, la struttura del Pam, incaricata di fornire i generi di prima necessità, ha deciso di sospendere il ponte aereo. I timidi segnali di apertura della giunta guidata dal generale Than Shwe si sono subito chiusi. Cinici interessi di potere e di business, ammantati da un orgoglio di facciata, prevalgono su centomila morti e due milioni di senza tetto. Compriamo una copia dell’unico giornale in circolazione, la “Nuova luce del Myanmar”. E’ la voce del regime. In prima pagina, a caratteri cubitali, i birmani possono leggere la loro sentenza.

“Attualmente diamo la precedenza agli aiuti di emergenza e siamo impegnati nello strenuo sforzo di trasportarli nella zone colpite”, recita un comunicato del ministero degli Esteri. “Per questo il Paese non è pronto a ricevere le squadre di soccorso e dei media provenienti dall’estero”. Un modo formale ma chiaro di rispedire al mittente l’offerta pressante di un aiuto. “Siamo perfettamente in grado di affrontare l’emergenza”, fanno sapere dalla giunta. “Voi spediteci il materiale di prima necessità, penseremo noi a trasportarlo, con i nostri mezzi nelle aree dove i nostri soccorritori stanno già operando”. (dall’inviato di repubblica D. Mastrogiacomo)