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piccoli respiri quotidiani come perle lungo il cammino...
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il regime aiuta il ciclone

”..Lasciamo una Birmania in agonia, isolata dal resto del mondo, governata da una giunta sorda ad ogni offerta di aiuto, incapace di distinguere gli interessi politici dai contributi umanitari. Anche l’Onu, alla fine, ha gettato la spugna. Dopo un assurdo braccio di ferro durato cinque giorni, la struttura del Pam, incaricata di fornire i generi di prima necessità, ha deciso di sospendere il ponte aereo. I timidi segnali di apertura della giunta guidata dal generale Than Shwe si sono subito chiusi. Cinici interessi di potere e di business, ammantati da un orgoglio di facciata, prevalgono su centomila morti e due milioni di senza tetto. Compriamo una copia dell’unico giornale in circolazione, la “Nuova luce del Myanmar”. E’ la voce del regime. In prima pagina, a caratteri cubitali, i birmani possono leggere la loro sentenza.

“Attualmente diamo la precedenza agli aiuti di emergenza e siamo impegnati nello strenuo sforzo di trasportarli nella zone colpite”, recita un comunicato del ministero degli Esteri. “Per questo il Paese non è pronto a ricevere le squadre di soccorso e dei media provenienti dall’estero”. Un modo formale ma chiaro di rispedire al mittente l’offerta pressante di un aiuto. “Siamo perfettamente in grado di affrontare l’emergenza”, fanno sapere dalla giunta. “Voi spediteci il materiale di prima necessità, penseremo noi a trasportarlo, con i nostri mezzi nelle aree dove i nostri soccorritori stanno già operando”. (dall’inviato di repubblica D. Mastrogiacomo)

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Credenze e condizionamenti  a spese dei bimbi:

India 

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Elezioni 2008:

Chi è causa del suo male, pianga se stessso…
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Questa foto parla da sola….. e dice un sacco di cose !Pechino orchestrava la rivolta nel Tibet’Canada Free Press [Venerdi, 21 Marzo, 2008 10:20] spie britanniche confermano la denuncia del Dalai Lama sulle violenze inscenatedi Gordon ThomasLondra, 20 Marzo - Britain’s GCHQ, l’agenzia governativa delle comunicazioni che controlla elettronicamente mezzo mondo dallo spazio, ha confermato la rivendicazione del Dalai Lama che agenti dell’Esercito Popolare di Liberazione, l’EPL, travestiti da monaci, hanno innescato le rivolte che hanno lasciato dietro di sé centinaia di morti e feriti tibetani. Gli analisti della GCHQ ritengono che la decisione fosse deliberatamente calcolata dalla leadership di Pechino per fornire una scusa per schiacciare il malcontento che ribolliva nella regione, che sta già attirando la sgradita attenzione del mondo proprio durante la corsa alle Olimpiadi di questa estate.Per settimane c’è stato un crescente astio a Lhasa, la capitale del Tibet, contro azioni minori compiute dalle autorità cinesi.I monaci hanno guidato sempre più azioni di disobbedienza civile, chiedendo il diritto di compiere il tradizionale rito d’incensi bruciati. Alle loro richieste si unisce il grido per il ritorno del Dalai Lama, il 14esimo a tenere la massima carica spirituale.Impegnato ad insegnare i punti fermi della sua autorità morale—pace e compassione—il Dalai Lama aveva 14 anni quando l’Esercito Popolare di Liberazione invase  il Tibet nel 1950 e fu costretto a fuggire in India da dove ha condotto senza sosta una campagna contro la durezza del dominio Cinese.Ma i critici hanno obiettato sulla sua attrazione per le star dei film. Il magnete dei giornali Rupert Murdoch l’ha definito: ”un monaco molto politico con scarpe Gucci”Scoprendo che i suoi sostenitori dentro il Tibet e la Cina sarebbero divenuti ancora più attivi nei mesi precedenti le Olimpiadi di quest’estate, I funzionari della British Intelligence a Pechino hanno compreso che il regime avrebbe cercato una scusa per muoversi e schiacciare l’attuale malcontento.Questo timore è stato pubblicamente espresso dal Dalai Lama. I satelliti del GCHQ, geo-posizionati nello spazio, erano incaricati di monitorare da vicino la situazione.Il complesso a forma di ciambella, vicino all’ippodromo di Celtenham, è situato nel piacevole Cotswords  ad ovest dell’Inghilterra. Con 700 dipendenti, include i più grandi esperti elettronici e analisti del mondo. Tra di loro si parla più di 150 lingue. A loro disposizione ci sono 10.000 computers, molti dei quali sono stati appositamente costruiti per il loro lavoro.L’immagine che hanno scaricato dai satelliti ha fornito la conferma che i Cinesi hanno usato agenti provocatori per iniziare le rivolte, cosa che ha dato all’EPL la scusa per muovere su Lhasa e uccidere e ferire durante l’ultima settimana.Ciò che il regime di Pechino non si aspettava era che le rivolte si sarebbero diffuse, non solo attraverso il Tibet, ma anche nelle province del Sichuan, Quighai e Gansu, trasformando una larga parte della Cina occidentale in una zona di battaglia.Il Dalai Lama lo ha chiamato “genocidio culturale” e si  è offerto di dare le dimissioni come capo delle proteste contro il governo cinese al fine di portare la pace. L’attuale agitazione è cominciata il 10 Marzo, segnando l’anniversario della rivolta del 1959 contro il regime cinese.Comunque, I suoi seguaci non stanno ascoltando il suo “messaggio di compassone”.Molti di loro sono giovani, disoccupati ed espropriati di ogni diritto e rifiutano la sua filosofia della non-violenza, credendo che la sola speranza per un cambiamento sia l’azione radicale che stanno portando avanti.Per Pechino, l’urgente bisogno di trovare una soluzione alla rivolta sta diventando un crescente imbarazzo.Tra 2 settimane, le celebrazioni nazionali  per i Giochi Olimpici inizieranno con la tradizionale accensione della torcia. E’ previsto che i teodofori passiono per il Tibet. Ma la torcia potrebbe ritrovarsi ad essere portata dai corridori in mezzo a palazzi e templi in fiamme.Un segno di questa urgenza è che il primo ministro Cinese ha ora affermato che è pronto ad aprire un dialogo col Dalai Lama. Poco prima di questo annuncio, il primo ministro britannico Gordon Brown ha dichiarato che avrebbe incontrato il Dalai lama durante la sua visita a Londra il prossimo mese. Questa è la prima volta che entrambi I leaders hanno proposto di incontrare il Dalai Lama.Pechino 2008: Un mondo, Un  sogno – Tibet libero
Questa foto parla da sola….. e dice un sacco di cose !Pechino orchestrava la rivolta nel Tibet’
Canada Free Press [Venerdi, 21 Marzo, 2008 10:20] spie britanniche confermano la denuncia del Dalai Lama sulle violenze inscenate

di Gordon Thomas

Londra, 20 Marzo - Britain’s GCHQ, l’agenzia governativa delle comunicazioni che controlla elettronicamente mezzo mondo dallo spazio, ha confermato la rivendicazione del Dalai Lama che agenti dell’Esercito Popolare di Liberazione, l’EPL, travestiti da monaci, hanno innescato le rivolte che hanno lasciato dietro di sé centinaia di morti e feriti tibetani.
Gli analisti della GCHQ ritengono che la decisione fosse deliberatamente calcolata dalla leadership di Pechino per fornire una scusa per schiacciare il malcontento che ribolliva nella regione, che sta già attirando la sgradita attenzione del mondo proprio durante la corsa alle Olimpiadi di questa estate.
Per settimane c’è stato un crescente astio a Lhasa, la capitale del Tibet, contro azioni minori compiute dalle autorità cinesi.
I monaci hanno guidato sempre più azioni di disobbedienza civile, chiedendo il diritto di compiere il tradizionale rito d’incensi bruciati. Alle loro richieste si unisce il grido per il ritorno del Dalai Lama, il 14esimo a tenere la massima carica spirituale.

Impegnato ad insegnare i punti fermi della sua autorità morale—pace e compassione—il Dalai Lama aveva 14 anni quando l’Esercito Popolare di Liberazione invase  il Tibet nel 1950 e fu costretto a fuggire in India da dove ha condotto senza sosta una campagna contro la durezza del dominio Cinese.

Ma i critici hanno obiettato sulla sua attrazione per le star dei film. Il magnete dei giornali Rupert Murdoch l’ha definito: ”un monaco molto politico con scarpe Gucci”


Scoprendo che i suoi sostenitori dentro il Tibet e la Cina sarebbero divenuti ancora più attivi nei mesi precedenti le Olimpiadi di quest’estate, I funzionari della British Intelligence a Pechino hanno compreso che il regime avrebbe cercato una scusa per muoversi e schiacciare l’attuale malcontento.

Questo timore è stato pubblicamente espresso dal Dalai Lama. I satelliti del GCHQ, geo-posizionati nello spazio, erano incaricati di monitorare da vicino la situazione.

Il complesso a forma di ciambella, vicino all’ippodromo di Celtenham, è situato nel piacevole Cotswords  ad ovest dell’Inghilterra. Con 700 dipendenti, include i più grandi esperti elettronici e analisti del mondo. Tra di loro si parla più di 150 lingue. A loro disposizione ci sono 10.000 computers, molti dei quali sono stati appositamente costruiti per il loro lavoro.

L’immagine che hanno scaricato dai satelliti ha fornito la conferma che i Cinesi hanno usato agenti provocatori per iniziare le rivolte, cosa che ha dato all’EPL la scusa per muovere su Lhasa e uccidere e ferire durante l’ultima settimana.

Ciò che il regime di Pechino non si aspettava era che le rivolte si sarebbero diffuse, non solo attraverso il Tibet, ma anche nelle province del Sichuan, Quighai e Gansu, trasformando una larga parte della Cina occidentale in una zona di battaglia.

Il Dalai Lama lo ha chiamato “genocidio culturale” e si  è offerto di dare le dimissioni come capo delle proteste contro il governo cinese al fine di portare la pace. L’attuale agitazione è cominciata il 10 Marzo, segnando l’anniversario della rivolta del 1959 contro il regime cinese.

Comunque, I suoi seguaci non stanno ascoltando il suo “messaggio di compassone”.
Molti di loro sono giovani, disoccupati ed espropriati di ogni diritto e rifiutano la sua filosofia della non-violenza, credendo che la sola speranza per un cambiamento sia l’azione radicale che stanno portando avanti.
Per Pechino, l’urgente bisogno di trovare una soluzione alla rivolta sta diventando un crescente imbarazzo.
Tra 2 settimane, le celebrazioni nazionali  per i Giochi Olimpici inizieranno con la tradizionale accensione della torcia. E’ previsto che i teodofori passiono per il Tibet. Ma la torcia potrebbe ritrovarsi ad essere portata dai corridori in mezzo a palazzi e templi in fiamme.
Un segno di questa urgenza è che il primo ministro Cinese ha ora affermato che è pronto ad aprire un dialogo col Dalai Lama. Poco prima di questo annuncio, il primo ministro britannico Gordon Brown ha dichiarato che avrebbe incontrato il Dalai lama durante la sua visita a Londra il prossimo mese. Questa è la prima volta che entrambi I leaders hanno proposto di incontrare il Dalai Lama.


Pechino 2008: Un mondo, Un  sogno – Tibet libero
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Tibet e Cina liberi